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Tibet

Frutto di immani sconvolgimenti geologici che circa 100 milioni di anni fa diedero vita a due catene montuose di oltre 3000 km di lunghezza e di circa 9000 m di altezza, il Tibet è un altopiano orlato a nord dai monti Kunlun e a sud dal Karakorum e dall'Himalaya. Tibet

Nel vasto altopiano tibetano si potrebbero riconoscere diverse regioni ma è essenziale la distinzione tra la parte centrale, arida e priva di deflusso al mare, e le parti periferiche più umide, ancora interessate dal soffio del monsone. La parte centrale ha un'altitudine che varia tra i 4600 e i 5000 m mentre nelle parti più esterne ed elevate si hanno ghiacciai il cui limite inferiore si trova sui 5500 m. Dalla catena del Kailash, all'estremità occidentale del Paese, nascono il Gange, l'Indo, il Sutlej e il Brahmaputra; lo Yangzi, il Salween e il Mekong nascono dalle catene montuose che si trovano nel Tibet sud orientale. I laghi salmastri, per lo più senza emissario, che si trovano sull'altopiano sono quanto rimane del mare di Teti che non trovò sbocchi quando la piattaforma tibetana cominciò ad innalzarsi.

Popolazione
L'altopiano tibetano è abitato da una varietà di Mongoli alla quale viene dato il nome di razza tibetana che presenta caratteristiche uniformi nonostante la notevole estensione del territorio e la difficoltà delle comunicazioni.

Clima
Il clima è di tipo continentale con estati calde e secche e inverni freddi. In ogni periodo dell'anno, specie nel Tibet occidentale, possono avvenire improvvisi cali di temperatura nelle ore notturne: nei mesi estivi di giorno si possono superare i 25 ° C mentre di notte si scende a 0° e anche a -10°C. In inverno non sono rare, su estese zone, escursioni che vanno dai -15° ai -40°C con violente tempeste di neve. Alquanto più miti le valli dell'Indo e dello Tsang-po al di sotto dei 4000 m.

Ora
Al suo arrivo in Tibet il viaggiatore italiano deve spostare l'orologio avanti di 7 ore (quando in Italia sono le 12 in Tibet sono le 19, le 20 quando in Italia è in vigore l'ora legale).

Lingua
La lingua ufficiale del Tibet è il cinese. La lingua tibetana appare collegata con il birmano e con un certo numero di parlate di diversi popoli himalayani oltre che con il cinese. E' suddivisa in molti dialetti e spesso i tibetani stessi trovano difficile comprendersi tra loro. La lingua straniera più conosciuta è l'inglese.

Religione
La religione autoctona del Paese è il cosiddetto Bon, una religione polidemonistica in cui la magia ha un'importanza notevole; dall'interazione con questa dottrina sciamanica deriva il carattere particolare del buddhismo tibetano. Il buddhismo mahayana, nella forma tibetana chiamato spesso lamaismo, penetrò a fondo nel Paese.Fino al 1950 il Tibet era custode della ricca tradizione culturale degli insegnamenti del buddhismo mahayana e vajrayana (tantrismo); il Dalai Lama, ritenuto un'incarnazione del Buddha della compassione, era il capo politico e spirituale del Paese.

Storia
Le più antiche notizie storiche sul Tibet risalgono alla prima metà del VII sec. d.C. al tempo di Srong-btsan-sgam-po, il quale unificò sotto il suo dominio le diverse tribù che abitavano l'altopiano dando così origine a un primo regno tibetano. Durante questo secolo e nel successivo iniziò la penetrazione del buddhismo nel Paese. Il sec. VIII segnò un periodo di lotte che i tibetani sostennero contro i cinesi per il dominio del Turkestan orientale. La potenza tibetana decadde rapidamente e nel IX sec. si dissolse mentre il Tibet si chiudeva sempre più su se stesso. Con il XIII sec. cominciò la gerarchia lamaica che durò alcuni secoli fino a che nel XVIII sec. la Cina, stabilendo il suo protettorato sul Tibet, non sottomise lo stesso Dalai Lama. Invadendo nel 1888 e poi di nuovo di lì a pochi anni il Sikkim, il Tibet si scontrò con gli inglesi che, nel 1904, raggiunsero e occuparono Lhasa. Dopo pochi anni l'Inghilterra riconobbe la sovranità cinese sul Tibet: nel 1910 una spedizione militare cinese raggiunse Lhasa mentre il governo cinese dichiarava deposto il Dalai Lama fuggito in India. Con la caduta della dinastia manciù il Tibet riconquistò l'indipendenza ma, dopo la morte del 13° Dalai Lama, il Paese passò progressivamente nell'orbita cinese. Nell'ottobre 1950 l'esercito della Cina popolare invase in forze il Tibet e l'anno successivo venne proclamata la perdita dell'indipendenza del Paese che diventava di fatto una regione autonoma nell'ambito della Repubblica popolare cinese. Seguirono anni di grande tensione politica che culminarono, nel 1959, con il completo rovesciamento del governo tibetano. Il Dalai Lama scelse la via dell'esilio e da allora più di 1.200.000 tibetani sono morti per causa diretta o indiretta dell'invasione

Costituzione
Dal 1965 il Tibet è una regione autonoma della Cina anche se il suo governo non ha alcuna particolare autonomia. Il potere supremo è nelle mani del partito comunista della Regione autonoma tibetana e, in particolare, nelle mani di Chen Kaiyuan, un tecnocrate fortemente ostile a ogni possibilità di indipendenza del Paese. Amministrativamente il Tibet è suddiviso nella municipalità di Lhasa, in 5 prefetture e in 70 contee. Gli oltre 100.000 tibetani in esilio riconoscono quale loro capo il Dalai Lama, capo del governo tibetano in esilio finanziato dalle tasse pagate volontariamente dalla comunità tibetana in esilio e dalle attività commerciali.

Situazione politica
Nel 1950 il Tibet perse l'indipendenza in seguito all'invasione del suo territorio da parte dell'esercito della Repubblica popolare cinese. Seguirono anni di grande tensione politica che culminarono nel 1959 con il completo rovesciamento del governo tibetano. Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Paese, scelse la via dell'esilio riparando in India. Da allora più di 1.200.000 tibetani sono morti per causa diretta o indiretta dell'invasione, il numero dei monaci è stato limitato e la pratica del Buddhismo è strettamente controllata. Anche se attualmente il Tibet è una Regione autonoma della Cina, i tibetani sono diventati una minoranza all'interno del loro stesso paese e nulla fa pensare ad un'inversione di tendenza. Per la prima volta nella sua storia il Tibet ha conosciuto periodi di carestia in seguito alla collettivizzazione imposta dai cinesi, le risorse naturali sono state saccheggiate, la fauna locale quasi estinta mentre la stessa sopravvivenza della cultura tibetana è gravemente minacciata. Pacifiche dimostrazioni e proteste continuano ad essere brutalmente represse e i prigionieri politici vengono ancora torturati. Tutto questo unito al controllo cinese sull'economia e alla progressiva immigrazione han contribuito a rendere sempre più lontano e difficile da realizzare il sogno di una riconquistata indipendenza.

Economia
Dopo i disastrosi risultati prodotti dalla collettivizzazione imposta dai cinesi, il Tibet sta attualmente migliorando la propria economia. Eliminate le coltivazioni del grano e del riso inadatte alle condizioni locali, le popolazioni tibetane sono tornate alle colture dell'orzo e dell'avena mentre diffusa è la coltivazione degli ortaggi e dei legumi e, nelle valli, quella degli alberi da frutto. Sugli altipiani steppici i nomadi allevano lo yak, animale prezioso che serve a diversi usi. L'attività industriale che si riduceva a un artigianato domestico che fabbricava stoffe di lana, oggetti ornamentali connessi alle pratiche religiose e poche altre cose è andata arricchendosi con industrie legate all'estrazione delle risorse minerarie di cui è ricco il Paese: oro, zinco, rame, argento, mercurio. L'abbondanza di materie prime e la presenza di manodopera a basso costo stanno attirando notevoli investimenti e una conseguente crescita economica alla quale però potranno partecipare tutt'al più solo i tibetani cinesizzati.

Festival e tradizioni popolari
Le feste civili cinesi cadono il 1° gennaio, in febbraio (Capodanno cinese o Festa di primavera; dura 3 giorni), l'8 marzo, il 1° e il 4 maggio, il 1° giugno, il 1° luglio, il 1° agosto e il 1° ottobre. Le feste tradizionali tibetane stanno ora rinascendo e si svolgono secondo il calendario lunare il che significa che cadono ogni anno in momenti diversi. Le più importanti sono: Losar o Festa dell'anno nuovo (prima settimana del primo mese lunare; è una festa pittoresca e animatissima, particolarmente bella e interessante a Lhasa); Festa delle lanterne (quindicesimo giorno del primo mese lunare); Monlam o Festa della grande preghiera (si tiene a Lhasa il venticinquesimo giorno del primo mese lunare); Nascita e Illuminazione di Sakyamuni (settimo e quindicesimo giorno del quarto mese lunare); Festa di Tashilhumpo (in questo monastero viene esposto un enorme tangka la seconda settimana del quinto mese lunare); Venerazione del Buddha (seconda settimana del quinto mese lunare); Festa di Drepung (in questo monastero viene esposto un immenso tangka mentre monaci e lama eseguono danze in maschera il trentesimo giorno del sesto mese lunare); Shotun o Festa dello yoghurt (danze mascherate si tengono a Dreprung e a Lhasa la prima settimana del settimo mese lunare); Festa del lavacro (tra la fine del settimo e l'inizio dell'ottavo mese lunare); Festa di Gyantse e Festa del raccolto (prima settimana dell'ottavo mese lunare); Labab Duchen o Discesa del Buddha dal cielo (ventiduesimo giorno del nono mese lunare); Paldren Lhamo (a Lhasa il quindicesimo giorno del decimo mese lunare); Festa di Tsongkhapa (venticinquesimo giorno del decimo mese lunare); Festa del nuovo anno di Shigatse ( prima settimana del dodicesimo mese lunare); Festa di fine anno (danze di monaci il ventinovesimo giorno del dodicesimo mese lunare).

Links
www.tibet.org - in lingua inglese; sito del governo tibetano in esilio con informazioni recenti sul Paese.
www.pmgeiser.ch/tibet - in lingua inglese; interessante sito con notizie pratiche aggiornate.