Prima del viaggio
Visto: Obbligatorio
Passaporto: Con almeno sei mesi di validità
Febbre gialla: Obbligatoria per chi viene da paesi infetti
Profilassi antimalarica: Consigliata
Vaccino Epatite A ed antitifico: Consigliata
Vaccino Epatite B: Consigliata per chi sosta a lungo
Quando andare
Se si escludono le regioni dell'estremo nord il rimanente territorio dell'India settentrionale è preferibile visitarlo da ottobre ad aprile quindi dopo e prima l'arrivo dei monsoni, calcolando che i primi tre mesi sono decisamente più freschi e con temperature gradevoli (da un minimo di 7°-15° C a un massimo di 20°-30° C) rispetto agli ultimi in cui si raggiungono giornate veramente calde (min. 20°C, max 35°-40° C). Sconsigliati vivamente i mesi di luglio e agosto in cui i monsoni raggiungono il massimo della loro forza, portando inondazioni e disastri un po' ovunque (fino a 1500-2000 mm. di precipitazioni).
Burocrazia e visti
Per entrare in India occorre il passaporto con almeno 6 mesi di validità ed il visto (consigliabile quello per sei mesi, ma esiste anche un visto di transito) che é rilasciato dai Consolati italiani di Roma e Milano allegando alla richiesta due fotografie formato tessera (www.indianembassy.it/cons.htm ). Il costo è di 50 euro. (Se il passaporto in vostro possesso è stato emesso da meno di 6 mesi dovete presentare anche il passaporto vecchio oppure una dichiarazione in inglese attestante che fine ha fatto quello vecchio). Il visto di transito viene concesso per un periodo massimo di 3 giorni e costa 12 euro (è bene esserne in possesso se si decide di proseguire il viaggio per Nepal, Sri Lanka o Maldive perchè, in caso di ritardi di volo con conseguente perdita delle coincidenze, senza il visto di transito è impossibile lasciare l'aeroporto). Una volta entrati nel Paese è possibile prolungare il visto solo in casi gravi e documentati (in alternativa potete uscire dal Paese e rientrare rapidamente dalla Thailandia per eventuali altri 6 mesi ). Fate bene attenzione che il visto che vi é inizialmente rilasciato in Italia è valido dal giorno del rilascio e non dal momento dell'ingresso nel Paese, e che solamente i visti di sei mesi sono poi eventualmente prorogabili una volta arrivati in India. Per alcune zone (Kashmir, Uttar Pradesh, Himachal Pradesh, Arunachal Pradesh, Sikkim, Nagaland, Manipur, Mizoran ) è necessario ricevere un permesso speciale da richiedersi prima della partenza all'Ambasciata o al Consolato indiano in Italia o, in loco, al Foreigners' Regional Registration Office (Hans Bhavan, vicino alla stazione di Tilak Bridge, Delhi, tel. 23319489, orario da lun. a ven. 9.30-13.30, 14.00-16.00; quest'ufficio rilascia anche, in caso di necessità e gratuitamente, proroghe del visto di 15 gg.).
Vaccinazioni
A chi entra in India partendo dall'Italia non sono richieste vaccinazioni particolari, anche se è opportuno prendere alcune precauzioni. Sono consigliate le vaccinazioni antitifica, antitetanica e contro l'epatite A e B. Il rischio di malaria esiste tutto l'anno in tutto il Paese ad eccezione degli stati di Himachal Pradesh, Jammu, Kashmir e Sikkim. Riportata una forte resistenza del P. falciparum alla clorochina.
Da mettere in valigia
Blue-jeans e pantaloni leggeri di cotone, calze di lana e scarpe robuste per chi si reca nelle zone più a nord, sandali, magliette e camicie di cotone, un maglione di lana, giacca a vento e sacco lenzuolo o a pelo.Le donne indiane non mostrano mai le gambe e le spalle quindi evitate pantaloncini corti, minigonne e canottiere. Una farmacia da viaggio con collirio, antinevralgici, antipiretici, antibiotici, cerotti, disinfettanti intestinali e amuchina per disinfettare l'acqua. Naturalmente un buon repellente per gli insetti, una torcia elettrica con pile di ricambio, un adattatore e un coltello multiuso.
Elettricità
La corrente elettrica è a 230-240 volt ma spesso salta a causa di continui guasti e delle linee sovraccariche. Le prese sono di un tipo simile a quelle europee, con tre buchi rotondi anche se a volte un po' più grossi di quelli italiani, oppure di tipo inglese con lamelle piatte; per questo è consigliabile avere con sè una torcia elettrica o un adattatore.
Quanto costa
Un viaggio organizzato di 12 giorni che normalmente comprende un itinerario con tappe a Delhi, Mandawa, Bikaner, Jaisalmer, Jodhpur, Udaipur, Jaipur ed Agra costa intorno ai 2200-2500 euro. Prevede il volo aereo, sistemazione in hotel di categoria standard, prima colazione, cena, ingresso ai vari musei e monumenti e l'assistenza di una guida quasi sempre in lingua inglese. Per chi fa da sè, un volo andata e ritorno costa dai 440 ai 937 euro a seconda della destinazione finale, del periodo dell'anno e della compagnia aerea che scegliete.
Il soggiorno in India per chi non ha particolari esigenze è molto economico. In media, per dormire in una camera doppia spesso con servizi si spendono 30-40 euro.
Un pranzo costa dai tra i 2 e i 5 euro in ristoranti economici; calcolate in media 10-15 euro per qualcosa di più lussuoso. Gli spostamenti da una città all'altra in pullman costano dai 2,50 ai 5 euro a seconda della categoria del mezzo. Ancora più economico il treno.



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